Tutto Prevenzione Incendi

Inquadramento bar e ristoranti


La tragedia al locale “Le Constellation” a Crans-Montana ha messo in evidenza l’importanza di attribuire, ad alcune tipologie di locali, la corretta classificazione e, conseguentemente, le relative misure antincendio da adottare.

Nel caso specifico, un aspetto saliente, è la differenza che passa fra pubblico esercizio e pubblico spettacolo, e quella fra attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e non soggette (qui il link alla pagina).

I bar ed i ristoranti, in genere, sono pubblici esercizi e non locali di pubblico spettacolo, essi sono quindi soggetti a procedure autorizzative e, conseguentemente, misure antincendio, diverse.

Analogo ragionamento deve essere fatto per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e quelle non soggette, in quanto, alle prime, deve essere applicato un regime normativo diverso dalle seconde.

L’attuale quadro normativo antincendio consente, per alcune attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, fra le quali quelle di pubblico spettacolo, la possibilità di scegliere, in modo alternativo, fra due diversi metodi, quello “tradizionale” (DM 19/08/1996) e quello del “Codice di prevenzione incendi” (DM 03/08/2015) con l’impiego della RTV.15, attinente al pubblico spettacolo.

A maggior ragione anche le misure antincendio sono diverse fra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi e quelle non soggette, nel rispetto del principio della proporzionalità delle misure al rischio correlato.

Tali aspetti sono stati trattati esaurientemente dalla recente Circolare 15/01/2026 n. 674 che, nel dettagliare gli aspetti sopra indicati, richiama la Circolare 19/10/2021, n. 15472.

Tale ultima circolare esprime molto chiaramente il diverso approccio che deve essere adottato nel considerare la sicurezza dei dipendenti di un’attività, in particolare riferita agli obblighi previsti dal D.Lgs 81/08, e quella mirata agli “occupanti”, nell’accezione prevista dal Codice di prevenzione incendi, ossia delle persone che, a qualsiasi titolo, considerate nella loro eventuale disabilità, fisica e/o mentale, o specifica necessità, possano trovarsi all’interno della struttura. È dunque di estrema importanza sia attribuire la corretta classificazione ai locali che, soprattutto, il regolare utilizzo previsto.


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