Manuale d’uso e manutenzione


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Il codice di prevenzione incendi, al punto 9. del paragrafo G.1.3., definisce la misura antincendio nel seguente modo “Misura antincendio: categoria omogenea di strumenti di prevenzione, protezione e gestionali per la riduzione del rischio di incendio.”, tale frase pone l’aspetto gestionale al pari di quelle preventive e protettive.

L’aspetto gestionale comporta anche il controllo e la manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio, è quindi importante comprendere cosa intendere per “controllo e manutenzione”.

Pur non essendo indicato come debba essere formato un manuale d’uso e manutenzione, diverse parti della normativa indicano le sue finalità e la sua struttura.

Il codice di prevenzione incendi e, ancora prima, il DM 20/12/2012, hanno definito, in modo molto simile, il manuale d’uso e manutenzione che, nella versione del codice, è “Manuale d’uso e manutenzione dell’impianto: documentazione, redatta in lingua italiana, che comprende le istruzioni necessarie per la corretta gestione dell’impianto di protezione attiva contro l’incendio e per il mantenimento in efficienza dei suoi componenti. Il manuale deve essere predisposto dall’impresa installatrice dell’impianto, anche sulla base dei dati forniti dai fabbricanti dei componenti installati, e consegnato all’utilizzatore.

Il codice riporta anche che il responsabile dell’attività deve predisporre un registro dei controlli periodici dove siano annotati, fra l’altro, i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione su sistemi, dispositivi, attrezzature e le altre misure antincendio adottate.

Il DM 01/09/2021 al punto 1.1 dell’allegato I riporta “Il datore di lavoro deve predisporre un registro dei controlli dove siano annotati i controlli periodici e gli interventi di manutenzione su impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, secondo le cadenze temporali indicate da disposizioni, norme e specifiche tecniche pertinenti, nazionali o internazionali, nonché dal manuale d’uso e manutenzione.”

Il registro dei controlli dipende, quindi, strettamente dal manuale d’uso e manutenzione, e quest’ultimo deriva dal rispetto di più parametri e deve riportare le diverse cadenze ed i diversi controlli e manutenzioni ad esse associate per una corretta gestione dell’impianto.

Il DM 01/09/2021, all’art. 1, definisce, fra l’altro, cosa siano la manutenzione, il controllo periodico e la sorveglianza; esse sono intese come:

a. manutenzione: operazione o intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio;

b. controllo periodico: insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d’uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio;

c. sorveglianza: insieme di controlli visivi atti a verificare, nel tempo che intercorre tra due controlli periodici, che gli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano correttamente fruibili e non presentino danni materiali evidenti. La sorveglianza può essere effettuata dai lavoratori normalmente presenti dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.

Altro articolo importante del DM 01/09/2021 è l’art. 3 che al comma 1 recita “Art. 3. – Controlli e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio. 1. Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio sono eseguiti e registrati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, secondo la regola dell’arte, in accordo alle norme tecniche applicabili emanate dagli organismi di normazione nazionali o internazionali e delle istruzioni fornite dal fabbricante e dall’installatore, secondo i criteri indicati nell’Allegato I, che costituisce parte integrante del presente decreto.

Il manuale d’uso e manutenzione è quindi il compendio di tutti i “regolamenti”, “istruzioni” che prevedono la manutenzione ed i controlli corretti per quello specifico impianto.

È opportuno precisare che il manuale d’uso e manutenzione è previsto anche dalle norme UNI, infatti, per esempio, la norma UNI 10779 riporta “Documentazione finale – La ditta installatrice deve rilasciare al committente apposita documentazione, redatta secondo le vigenti disposizioni in materia, comprovante la corretta realizzazione ed installazione dell’impianto e dei suoi componenti secondo il progetto di cui al punto 9.1.1. Insieme alla precitata documentazione la ditta installatrice deve anche consegnare al committente copia del progetto utilizzato per l’installazione, completo di tutti gli elaborati grafici e descrittivi relativi all’impianto come realizzato, il manuale di uso e manutenzione dello stesso ed il verbale di avvenuto collaudo secondo le procedure indicate al punto 9.2.

Da quanto espresso si deduce che:

  • la manutenzione e i controlli devono essere previsti in sede di progetto dell’impianto;
  • l’installatore deve fornire all’utilizzatore il manuale d’uso e manutenzione necessario per un corretto esercizio e gestione dell’impianto;
  • il manuale d’uso e manutenzione deve prevedere diverse tipologie di “verifiche” (controlli, manutenzioni, sorveglianza) che hanno diverse origini (regola dell’arte, fabbricante di un prodotto, …) e quasi sempre prevedono diverse frequenze.

Il manuale d’uso e manutenzione non può quindi essere generico per tipo di impianto (idrico antincendio, IRAI, …) in quanto esso può avere avuto una progettazione con prestazioni diverse (vedi approfondimento sulla specifica d’impianto).

Un impianto idrico antincendio può avere tipi di pompe diverse (elettropompe o motopompe) con controlli diversi e, per lo stesso tipo, produttori diversi possono prevedere controlli diversi e cadenze diverse.

Esempio di stralcio di manuale d’uso e manutenzione di una pompa antincendio.

Anche l’ubicazione di un impianto in ambiente aggressivo può prevedere una frequenza di controlli o tipologia di controlli specifici.

Allo stesso modo un IRAI può essere collegato a diversi tipi di sensori (puntiformi per fumo, a barriera, rivelatori gas, …) ognuno con controlli e con frequenze diverse, anche legate al fabbricante degli stessi.

In estrema sintesi si ritiene che il manuale debba:

  • essere predisposto dalla ditta installatrice
  • riferirsi all’impianto specifico
  • essere redatto in lingua italiana
  • essere in possesso dell’utilizzatore
  • comprendere le istruzioni necessarie per la corretta gestione dell’impianto specifico tenendo conto delle diverse cadenze, controlli e manutenzioni

Il tipico “controllo semestrale” è probabilmente un residuo del vecchio metodo indicato dal DPR 547/1955 che non più nessun riscontro nella normativa vigente se non come una delle periodicità, fra le altre, prevista dalla norma.

È il caso di sottolineare che le norme UNI spesso indicano lo scopo delle stesse, la norma UNI 10779, per esempio, riporta “SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE. La presente norma specifica i requisiti costruttivi e prestazionali minimi da soddisfare nella progettazione, installazione ed esercizio delle reti di idranti destinate all’alimentazione di apparecchi di erogazione antincendio. Tali requisiti, in assenza di specifiche disposizioni legislative, sono fissati in relazione alle caratteristiche dell’attività da proteggere.”, comprendendo nel campo di applicazione la gestione.

Una corretta progettazione di un impianto di protezione attiva antincendio non può quindi prescindere da una adeguata redazione dello specifico manuale d’uso e manutenzione con le caratteristiche sopra riportate.

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