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DM 26/07/2022 – Depositi di rifiuti


Negli ultimi anni sono accaduti diversi incendi nelle aziende che trattano o depositano rifiuti.

Tali aziende non sono soggette ai controlli di prevenzione incendi, a meno che non siano locali di depositi di supeficie lorda superiore a 1000 m2 con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5.000 kg o siano presenti, in aree definite, dpositi di plastica, carta, …, con quantitativi superiori a 5000 kg.

Al fine di limitare il rischio incendio per tali attività è stato pubblicato il DM 26 luglio 2022 “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti.” per il quale è utile fare alcune precisazioni.

Come detto tali stabilimenti non sono soggetti ai controlli di prevenzaione incendi, a meno che in essi non si configurino altre attività comprese nell’allegato I al DPR 151/2011 come sopra indicato, ma l’applicazione della norma è obbligatoria nel campo di applicazione della stessa che riguarda “…stabilimenti e impianti che effettuano stoccaggio dei rifiuti in via esclusiva o a servizio degli impianti di trattamento di rifiuti, esclusi i rifiuti inerti e radioattivi, nonché ai centri di raccolta di rifiuti di superficie superiore a 3.000 m2.”

Quindi, qualora uno stabilimento abbia superficie maggiore a 3000 m2  e tratti rifiuti l’applicazione della norma è obbligatoria; si ritiene però che se la superficie del deposito fosse inferiore ai 3.000 m2, il DM 26/07/2022 possa essere utilizzato, ma come utile riferimento e se non in contrasto con le misure derivanti dalle regole tecniche orizzontali del codice di prevenzione incendi.

In tale seconda ipotesi, infatti, l’impiego della RTO del codice di prevenzione incendi risulterebbe obbligatorio in quanto rientrante nel campo di applicazione del DM 03/08/2015 di cui all’art. 2 dello stesso.


2 risposte a “DM 26/07/2022 – Depositi di rifiuti”

  1. Avatar dino
    dino

    nell’applicazione della Regola Tecnica Verticale D.M. 26.07.2022
    nonostante la Nota “Per la definizione di rifiuto, di stoccaggio, di trattamento e di produttore del rifiuto si rimanda a quanto indicato alla parte IV del D.lgs. 152/06 e s.m.i.”, vista la definizione di discarica al DECRETO LEGISLATIVO 13 gennaio 2003 , n. 36 – lett. g) comma1 art.2
    sorge il dubbio se l’area coincidente con la “sagoma” della discarica di servizio organica all’attività debba essere classificata TSA o TZ.

    ci si augura l’espressione di un chiarimento autorevole

    1. Avatar L R
      L R

      La norma di prevenzione incendi (DM 26/07/2022) ha finalità diverse da quella ambientale (D.lgs. 152/06) per cui non è sempre possibile un perfetto abbinamento fra le definizione utilizzate dai due corpi normativi, infatti il decreto 26/07/2022 considera, per la definizione delle aree, parametri quali l’accessibilità da spazio scoperto, la presenza di tettoie o di pareti, …. E’ anche da notare che fra le definizioni del DM 26/07/2022 non figura quelle di discarica mentre fra le tabelle, per aree adibite a discarica, sono indicate delle misure particolari (p.e. la nota [3] della tabella 6).
      Nei decreti ambientali la definizione di stoccaggio prevede il deposito preliminare ed il recupero mentre la discarica prevede lo smaltimento.
      In linea generale, ad avviso dello scrivente, si dovrebbe verificare se l’area in esame ricade in una di quelle definite al punto 2, e classificate al punto 3, nel DM 26/07/2022 secondo le definizioni in esso riportate.
      Qualora non si riuscisse a inquadrare l’area in esame in una di quelle definite le si attribuirà la classificazione TZ.
      Sarà poi la valutazione specifica e determinarne le misure di sicurezza antincendio.

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