
Le caratteristiche di resistenza al fuoco di un compartimento, che contiene materiale combustibile, dipendono dal tipo e quantitativo di materiale combustibile contenuto, dall’eventuale contenitore del materiale combustibile, dalle dimensioni del compartimento e dalle misure di protezione adottate.
Tale regola è valida sia per il metodo tradizionale (DM 09/03/2007) che per il DM 03/08/2015 (Codice di prevenzione incendi).
La formula per ricavare il carico d’incendio specifico qf è:

dove:
gi massa dell’i-esimo materiale combustibile [kg]
Hi potere calorifico inferioredell’i-esimo materiale combustibile [MJ/kg]
I valori di Hi dei materiali combustibili possono essere determinati per via sperimentale in accordo con UNI EN ISO 1716:2002 ovvero essere mutuati dalla letteratura tecnica
mi fattore di partecipazione alla combustione dell’i-esimo materiale combustibile pari a 0,80 per il legno e altri materiali di natura cellulosica e 1,00 per tutti gli altri materiali combustibili
ψi fattore di limitazione della partecipazione alla combustione dell’i-esimo materiale combustibile pari a 0per imateriali contenuti in contenitori appositamente progettati per resistere al fuoco; 0,85 per i materiali contenuti in contenitori non combustibili e non appositamente progettati per resistere al fuoco; 1 in tutti gli altri casi
A superficie in pianta lorda del compartimento [m2]
Il procedimento prevede la possibilità di inserire materiale combustibile in contenitori con ψ = 0, ossia appositamente progettati per resistere al fuoco, il che consente di porre pari a zero il carico d’incendio in essi contenuto.
Gli armadi “a carico d’incendio nullo”, ossia con ψ = 0, sono spesso utilizzati per archivi cartacei dove si ha difficoltà a conferire una resistenza al fuoco al locale archivio, come per esempio in edifici vincolati.
La mancanza di specifiche norme nazionali o europee in materia e l’attualità della problematica, hanno indotto il CNVVF ad emanare la lettera circolare 05/04/2019, n. 5014 con le indicazioni operative, riportate nella nota allegata alla stessa, per consentire la determinazione sperimentale della prestazione richiesta.
Le condizioni per ottenere ψ = 0 prevede in realtà più aspetti: una relativa a prove di laboratorio, indicate nell’allegato alla lettera circolare, altre, invece, quali misure specifiche di funzionamento che sono:
– gli armadi compattabili devono essere muniti di un sistema automatico di autochiusura, attivo nelle 24 ore, collegato al sistema IRAI del compartimento di installazione. Tale sistema automatico deve essere realizzato in maniera tale da scongiurare la presenza di occupanti all’interno in fase di movimentazione;
– all’interno degli armadi compattabili non devono essere presenti sorgenti di innesco o impianti di alcun genere;
– all’interno degli armadi compattabili non devono essere riposti contenitori di sostanze che possano dare luogo a miscele infiammabili o esplodenti;
– la classe minima di resistenza al fuoco degli armadi compattabili, da valutarsi in termini di isolamento termico “EI”, deve risultare non inferiore alla classe del compartimento di installazione e, comunque, pari almeno a EI15.
Per le prove di laboratorio non sono previste misure alternative mentre, per le specifiche di funzionamento, è riportato “Ulteriori soluzioni potranno comunque essere valutate caso per caso dalle strutture VV.F. in indirizzo.”
È quindi importante che siano rispettate sia le prove di laboratorio che le specifiche di funzionamento.
È previsto che, in sede di SCIA, sia acquisito il modello Dich.Prod. degli armadi compattabili mentre il collegato rapporto di prova sia a disposizione presso la sede dell’attività soggetta per eventuali controlli.
L’utilizzo di armadi a carico d’incendio zero può essere impiegato sia con il loro utilizzo esclusivo che parziale, cioè usare solo armadi compattabili con ψ = 0, per cui il locale potrebbe avere caratteristiche di resistenza al fuoco nulle, oppure, qualora il locale archivio avesse una sua resistenza al fuoco e la si volesse utilizzare, si potrebbe calcolare il carico d’incendio specifico di progetto, relativo al solo materiale esterno agli armadi con ψ = 0, che dovrebbe essere coerente con la resistenza al fuoco del locale archivio; logicamente la resistenza al fuoco degli armadi dovrebbe essere anch’essa coerente con quella del carico d’incendio specifico di progetto ad essi esterno.
In definitiva devono essere rispettate tutte le seguenti condizioni:
- Resistenza al fuoco del locale archivio ≥ alla resistenza al fuoco derivante dal carico d’incendio specifico di progetto del materiale combustibile esterno agli armadi a carico d’incendio nullo;
- Resistenza al fuoco degli armadi a carico d’incendio nullo ≥ alla classe del compartimento di installazione derivante dal carico d’incendio specifico di progetto del materiale combustibile esterno ad essi;
- Resistenza al fuoco degli armadi a carico d’incendio nullo ≥ EI 15.
Si potrebbe quindi determinare quanto materiale combustibile, oltre a quello presente negli armadi con ψ = 0, poter depositare nel locale dal confronto fra la resistenza al fuoco del locale archivio e quello degli armadi a carico d’incendio nullo.
Si precisa che la lettera circolare prescrive una resistenza al fuoco non inferiore a EI15, ma potrebbe essere superiore, il che potrebbe portare a depositare più materiale combustibile all’esterno degli armadi a carico d’incendio nullo, sempre nel rispettro della resistenza al fuoco del locale.
La resistenza al fuoco sfruttabile sarà dunque la minore fra quella dell’armadio e quella dell’archivio, per cui, per ottimizzare, i valori delle due resistenze al fuoco dovrebbero essere uguali. In ogni caso la classe minima di resistenza al fuoco degli armadi compattabili, da valutarsi in termini di isolamento termico “EI”, non deve essere inferiore alla classe del compartimento di installazione come espresso nella lettera circolare.
Noto il valore della resistenza al fuoco del locale e utilizzando l’espressione del carico d’incendio specifico di progetto:

considerando come materiale combustibile solo la carta e fissando:
qC carico d’incendio specifico di progetto associato alla minore delle classi fra il compartimento e gli armadi a carico d’incendio nullo (desumibile dalla tabella 4 del DM 09/03/2007 o la tabella S.2-3 del codice. È da sottolineare che le due tabelle non sono uguali per bassi valori di carico d’incendio specifico di progetto)
mi pari a 0,8 (trattandosi di materiale di natura cellulosica)
ψi pari a 1 se si considerano solo armadi aperti (oltre a quelli a carico d’incendio nullo)
il quantitativo di carta stoccabile all’esterno degli armadi a carico d’incendio nullo è desumibile dall’espressione:

Da precisare l’uso del DM 09/03/2007 o della tabella S.2-3 del codice di prevenzione incendi deve essere associato al metodo utilizzato per le misure antincendio, quindi il DM 09/03/2007 per il metodo tradizionale e la tabella S.2-3 per il codice.

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