Il carico d’incendio viene così definito al p. 1.3 del DM 30/11/1983: "potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali.  Il carico di incendio è espresso in MJ; convenzionalmente 1 MJ è assunto pari a 0,054 chilogrammi di legna equivalente."

Esso è il parametro fondamentale per il dimensionamento della resistenza all'incendio delle strutture.

La norma da utilizzare per la sua determinazione è il DM 09/03/2007 che ha sostituito la storica circolare 14/09/61, n° 91. 

 

Normativa principale

  - DM 09/03/2007: Prestazioni  di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

 

     

DATA

NORMA

ARGOMENTO

14/09/1961

Circolare 14/09/61, n° 91

Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile. (Circolare abrogata dal comma 1 dell’art. 4 del DM 09/03/2007. N.d.R.)

06/03/1986

DM 06/03/86

Calcolo del carico di Incendio per locali aventi strutture portanti in legno. (Decreto abrogato dal comma 1 dell’art. 4 del DM 09/03/2007. N.d.R.)

23/01/1987

Lettera Circolare 23/01/87, n° 1169/4101

Art. 3 del D.M. 8 marzo 1985. Carico d’incendio. Legge n. 818/1984. (Sul considerare gli infissi in legno nel computo del carico d’incendio. N.d.R.).

23/03/2000

CHIARIMENTO 23/03/00, n° P223/4147 sott. 4

Decreto Ministero dell’Interno 6 marzo 1986 - Campo di applicazione – Quesito – (Sull’applicabilità del criterio del calcolo del carico d’incendio in presenza di strutture in legno per tutte le attività soggette a controllo di prevenzione incendi. N.d.R.)

09/03/2007

DM 09/03/07

Prestazioni  di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

22/01/2008

CHIARIMENTO 22/01/08, n° P5/4118 sott. 20/A

D.M. 9 marzo 2007 - Fattore riduttivo per la presenza di squadra aziendale dedicata alla lotta antincendio.

22/01/2008

CHIARIMENTO 22/01/08, n° P1568/4122 sott. 55

D.M. 9 marzo 2007 - Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Quesiti. – (inerenti a: 1) correlazione col T.U. delle costruzioni – DM 14/09/2005; 2) impiego delle certificazioni ex circolare 91/61 per strutture esistenti; 3) applicazione del TU delle costruzioni, DM 14/09/2005, per le attività non soggette a controllo di prevenzione incendi; 4) cosa debba intendersi per “organi di controllo” ed “accertare” laddove il decreto determina che per le strutture esistenti “gli organi di controllo …. omissis … abbiano accertato” le caratteristiche di resistenza al fuoco; 5) cosa si debba intendere per superficie lorda di un compartimento; 6) quali elementi oggettivi possano essere presi in considerazione per la scelta della classe di rischio; 7) quali debbano essere le caratteristiche degli evacuatori di fumo per applicare il fattore δn3; 8) quali debbano essere le caratteristiche dell’impianto di rivelazione di incendio per applicare il fattore δn4; 9) quali debbano essere le caratteristiche di presenza della squadra aziendale antincendio per applicare il fattore δn5; 10) quali debbano essere le caratteristiche di “accessibilità ai mezzi di soccorso” per applicare il fattore δn9; 11) quali siano le fonti da ritenere autorevoli per la determinazione di qf, valore nominale del carico d’incendio specifico, attraverso una valutazione statistica del carico d’incendio con probabilità di superamento inferiore al 20%; 12) quale area sia da considerare, ai fini dell’attribuzione della resistenza al fuoco delle strutture, nel caso in cui i carichi di incendio specifici non siano distribuiti uniformemente; 13) quando attribuire il livello II di prestazione; 14) quale sia “l’autorità competente” per fissare i livelli IV o V di prestazione; 15) quali siano i criteri per differenziare le strutture “primarie” dalle “secondarie” nel caso di utilizzo di copponi portanti come tipologia edilizia;  16) quale procedure adottare per la valutazione della resistenza al fuoco nel caso di norme vigenti che rimandano alla circolare 91/61 abrogata; 17) quale procedura adottare nel caso  di variazione di destinazione d’uso o di carico d’incendio per costruzioni esistenti. N.d.R.)

13/03/2014

CHIARIMENTO 13/03/14, n° 3021

Quesito liquori. (In merito al poter non considerare il contributo del carico d'incendio di alcuni liquori non sostenenti l'incendio. N.d.R.)