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ATTIVITÀ 3

Impianti di riempimento, depositi, rivendite di gas infiammabili in recipienti mobili: a) compressi con capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m3: b) disciolti o liquefatti per quantitativi in massa complessivi superiori o uguali a 75 kg

 

N.

ATTIVITÀ

(DPR 151/2011)

CATEGORIA

A

B

C

3

Impianti di riempimento, depositi, rivendite di gas infiammabili in recipienti mobili:

 

 

 

a) compressi con capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m3:

 

- Rivendite, depositi fino a 10 m3

- Impianti di riempimento, depositi oltre 10 m3

b) disciolti o liquefatti per quantitativi in massa complessivi superiori o uguali a 75 kg:

- Depositi di GPL fino a 300 kg

- Rivendite, depositi di GPL oltre 300 kg e fino a 1.000 kg,

- Depositi di gas infiammabili diversi dal GPL fino a 1.000 kg

- Impianti di riempimento, depositi oltre 1.000 kg

Equiparzione con le attività di cui all’allegato ex DM 16/02/82

3

Depositi e rivendite di gas combustibili in bombole:

a) compressi:

- per capacità complessiva da 0,75 a 2 mc

- per capacità complessiva superiore a 2 mc

b) disciolti o liquefatti (in bombole o bidoni):

- per quantitativi complessivi da 75 a 500 kg

- per quantitativi complessivi superiori a 500 kg

Principali differenze fra le attività di equiparazione

La nuova attività include le attività di riempimento e considera, quali contenitori, i recipienti mobili, in generale, invece delle bombole.

 

La norma che regola questa attività, per quanto riguarda il gas naturale compresso, è il DM 03/02/2016, in particolare la sezione III per i depositi in recipienti mobili.
 
Precedentemente la norma era riportata nella sezione 3a della parte seconda del DM 24/11/84.
 
Due norme precedenti  sono la Circolare 09/05/53 n. 35 e la Circolare 14/01/59 n. 5 che si riportano per completezza.

Per il GPL ci si deve riferire alla parte seconda della Circolare 20/09/56 n. 74 valida fino a 5000 kg; per valori superiori, invece, al DM 13/10/94.

Un caso particolare di deposito è quello del GPL pressurizzato nelle bombolette spray, che viene trattato dalla Lettera Circolare 04/04/91 n. 350/4106 e sulla quale esistono due chiarimenti,  relativi alla normativa da impiegare, prodotti nel 2001 e nel 2004.

Per le rivendite di GPL, le misure di prevenzione incendi, sono riportate nella parte terza della Circolare 20/09/56 n. 74.

Per i casi diversi da quelli sopra citati non vi sono decreti di riferimento quindi, come sempre in questi casi, le misure di prevenzione incendi devono essere dedotte da un’analisi condotta seguendo la procedura riportata alla lettera A dell’allegato I al DM 07/08/2012 considerando anche normative che trattino attività analoghe, come quelle riportate, valutando comunque le caratteristiche del gas interessato rispetto al metano o al GPL quale la densità relativa rispetto all’aria, le modalità di stoccaggio, il potere calorifico, la sua stabilità e la sua eventuale incompatibilità con altre sostanze.

In particolare per l’acetilene (gas disciolto) si possono trarre degli spunti da alcuni artt. del DPR 547/55 (articoli 251, 252, 253, 254, ).

 

Argomenti

Normativa principale

  -  Aspetti Comuni;

  -  Att. 3a): Gas infiammabili compressi

  -  Att. 3b): Gas infiammabili disciolti o liquefatti

     -  Procedure

     -  Norme specifiche

 -  Depositi e/o rivendite di bombole di gpl ubicati presso distributori stradali di carburanti

  -  Bombolette spray

  -  DM 24/11/1984 (Sez. 3a della Parte Seconda. Sezione non più  applicabile con l’entrata in vigore del DM 03/02/2016.)

  -  DM 13/10/1994

  - Circolare 20/09/1956, n° 74

  - Lettera Circolare 04/04/1991, n° 350/4106 (Bombolette spray)

 - DM 03/02/2016: Depositi di gas naturale e biogas