MANIFESTAZIONI PUBBLICHE SAFETY e SECURITY  

 

Gli attacchi terroristici accaduti in Europa negli ultimi anni e gli incidenti accaduti a Torino a piazza San Carlo in occasione della proiezione della finale di Champions League nel 2017, hanno posto in evidenza la necessità di attuare delle misure di sicurezza anche per quelle manifestazioni pubbliche che, seppur non configurabili quali "pubblico spettacolo", necessitano della predisposizione di misure di sicurezza atte alla salvaguardia dell'incolumità delle persone (Safety) ed all'ordine e sicurezza pubblica (Securuty).

A tale scopo sono state emanate delle disposizioni e circolari, da parte del Capo della Polizia, del Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e del Capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno che di seguito si riportano.

È da precisare che le misure indicate sono da considerare in relazione alla "vulnerabilità" e da valutare caso per caso come più dettagliatamente riportano le note stesse.

Direttiva DPS 07/06/2017, n. 555/OP/0001991/2017/1;

Circolare 19/06/2017, n° 11464;

Circolare 20/07/2017, n° 9925;

Direttiva 28/07/2017, n° 11001/110(10) 

 

Si ritiene utile riportare anche dei modelli che funzionano da tracce per la redazione delle relazioni sulle misure da adottare per i livelli di rischio individuati precisando che esse non possono essere considerate esaustive o sostitutive di tutte le misure riportate nelle citate note.

- calcolo livelli di rischio;

- traccia misure safety manifestazioni pubbliche rischio BASSO;

traccia misure safety manifestazioni pubbliche rischio MEDIO;

traccia misure safety manifestazioni pubbliche rischio ELEVATO

 

 

 

IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA CONTRO L'INCENDIO - DM 20/12/2012

 

Premessa

Il DM 20/12/2012 “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi” sottolinea alcuni aspetti inerenti gli impianti di protezione attiva contro gli incendi (rete idranti, impianti sprinkler, rivelatori fumo, impianti di controllo fumo, ecc.) non sempre chiari agli utenti e/o professionisti.
IL DM ribadisce che gli impianti di protezione attiva devono essere realizzati a regola d’arte infatti al punto 2 dell’allegato riporta “Ferme restando le disposizioni contenute nel decreto interministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive modificazioni, la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti regolamentati dal presente decreto devono essere eseguiti in conformità alla regola dell’arte ed a quanto disposto ai successivi paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3.” . I punti 2.1, 2.2 e 2.3 trattano della progettazione, dell’installazione e dell’esercizio e manutenzione degli impianti.
Il DM definisce cosa intendere per Regola dell’arte: “stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato momento storico dalle capacità tecniche relative a prodotti, processi o servizi, basato su comprovati risultati scientifici, tecnologici o sperimentali. Fermo restando il rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari applicabili, la presunzione di regola dell’arte è riconosciuta alle norme emanate da Enti di normazione nazionali, europei o internazionali” (chiarimento sulle deroghe alle norme UNI)
Il DM 20/12/2012 all’allegato I p. 1 riporta una serie di definizioni alle quali si rimanda, in particolare vedasi la specifica dell’impianto ed il manuale d’uso e manutenzione.
Il DM ridefinisce anche le caratteristiche degli impianti idrici antincendio, idranti e sprinkler, per alcune attività regolate da specifiche disposizioni antincendi (scuole, edifici civile abitazione, autorimesse, strutture sanitarie, uffici, locali di pubblico spettacolo, impianti sportivi, attività ricettive. V. tabelle 1 e 2 del DM 20/12/2012).

NB. Il DM non modifica le varie disposizioni specifiche ma riporta come realizzare gli impianti idrici antincendio ( idranti e sprinkler) in esse previste. Quindi nelle disposizioni specifiche che si possono trovare in internet potrebbero essere riportate le caratteristiche degli impianti ormai superate

 

Note

1.   Progettazione

  • la progettazione di idrati o sprinkler in nuove attività o di modifiche sostanziali in attività esistenti quali scuole, edifici civile abitazione, autorimesse, strutture sanitarie, uffici, locali di pubblico spettacolo, impianti sportivi, attività ricettive deve essere conforme alle caratteristiche riportate nella tabelle 1 e 2 del DM 20/12/2012 e non in quelle previste nelle specifiche disposizioni antincendi (DM 26/08/1992 per le scuole, DM 01/02/1986 per le autorimesse, ecc.),
  • la documentazione da presentare è costituita dalla specifica dell’impianto (v. definizione al p. 1 del DM 20/12/2012) che si intende realizzare 
  • per impianti da realizzare secondo le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio (quindi diverse dalle norme pubblicate dall’Ente di Normalizzazione Europea), il progetto deve essere redatto da professionista antincendio
  • devono essere fatti salvi gli obblighi connessi all’impiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione (marcatura CE)
  • il ricorso a norme diverse dalla norma UNI EN 12845 è ammesso limitatamente a quelle pubblicate da organismi di standardizzazione, internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio. In tal caso, l’adozione dovrà essere integrale
  • le norme inerenti gli impianti da realizzarsi secondo la regola dell’arte, per esempio le UNI, non sono derogabili (v. il chiarimento prot. n. 2036 del 20/02/2014)

 

2.   Installazione

  • gli impianti oggetto del presente decreto devono essere installati a regola d’arte, seguendo il progetto, le vigenti normative e le regolamentazioni tecniche applicabili
  • al termine dei lavori l’impresa installatrice dovrà fornire al responsabile dell’attività, oltre a quanto già previsto dalla normativa vigente, la documentazione finale richiamata dalla norma impiegata per la progettazione e installazione dell’impianto, nonché il manuale d’uso e manutenzione dello stesso (v. i seguenti link Dichiarazioni di conformità degli impianti ex DM 22/01/2008 n. 37; Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell'impianto - Mod. DICH. IMP.; Certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell'impianto. Mod. CERT. IMP.)

 

3.   Esercizio e manutenzione

  • tutti gli impianti di protezione attiva contro l’incendio devono essere dotati di manuale d’uso e manutenzione dell’impianto che deve essere fornito, al responsabile dell’attività, dall’impresa installatrice o, per impianti privi dello stesso manuale, eseguiti prima dell’entrata in vigore del DM 20/12/2012 (04/04/2013), da un professionista antincendio
  • le operazioni da effettuare sugli impianti e la loro cadenza temporale sono quelle indicate dalle norme tecniche pertinenti, nonché dal manuale d’uso e manutenzione dell’impianto
  • il manuale d’uso e manutenzione deve essere redatto in lingua italiana

 

 

 

CERTIFICAZIONE RESISTENZA AL FUOCO - CERT. REI

 

Premessa

La resistenza al fuoco va certificata secondo la modulistica predisposta dal Corpo Nazionale VVF, essa è analoga al modello di cui al DM 22/01/2008 n. 37 per gli impianti.

Essendo un allegato dell'Asseverazione esso va compilato correttamente in ogni sua parte.

 

Modello CERT REI

       Fig. 1

 

Note

1.   Tale modello può essere redatto solo da professionista antincendio, ossia scritto negli appositi elenchi del Ministero dell’interno di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, per qualunque metodo di calcolo.

 

2.   L'elenco riportato non è facoltativo ossia non deve essere "spuntato" in relazioni alle caratteristiche elencate in quanto devono essere tutte tenute in considarazione.

 

3.   Deve essere riportato di quante pagine è composta la certificazione e da quante tavole grafiche riepilogative. Non possono essere considerate tali quelle del progetto approvato. Si riporta in Fig. 2 un possibile  esempio di tali tavole.

 

4.   Gli elementi certificati devono essere indivuduati per gruppi riconducibili ad un elemento tipo (nel modello sopra P1 e S1) e deve essere indicata la loro posizione e la caratteristiche di resistenza al fuoco (es: RXX, EIXX, REIXX)

 

5.   Degli elementi vanno anche indicati le dimensioni significative, il materiale componente e le loro ulteriori caratteristiche.

 

6.   Deve essere indicato il metodo di calcolo (barrando l'apposita casella) e gli allegati consegnati al titolare dell'attività.

 

7. Gli allegati del punto 6. non vanno consegnati al Comando VV.F.  ma vanno a fare parte del fascicolo da rendere disponibile presso l’indirizzo indicato nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività

 

 

REI Solai

        Fig. 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DICHIARAZIONE PRODOTTI - DIC_PROD

Premessa

La resazione al fuoco va certificata secondo la modulistica predisposta dal Corpo Nazionale VVF, essa è analoga al modello di cui al DM 22/01/2008 n. 37 per gli impianti.

Essendo un allegato dell'Asseverazione esso va compilato correttamente in ogni sua parte.

 

DICH PROD A-B

           Fig. 1 

 

Note

1.   Tale modello può essere firmato dal tecnico abilitato incaricato del coordinamento o direzione o sorveglianza dei lavori ovvero, in assenza delle figure suddette, da professionista antincendio.

 

2.   Deve essere riportato di quante pagine è composta la dichiarazione e da quante tavole grafiche riepilogative. Non possono essere considerate tali quelle del progetto approvato. Si riporta in Fig. 2 un possibile  esempio di tali tavole (nella tavola sono anche indicate un esempio di porte resistenti al fuoco).

 

3.   I prodotti devono essere indivuduati per gruppi riconducibili ad un prodotto tipo (nel modello sopra R1) e deve essere indicata la loro posizione e  caratteristiche (nel caso di cui sopra la reazione al fuoco Cfl-s1)

 

4.   Gli allegati previsti in questo punto non vanno consegnati al Comando VV.F.  ma vanno a fare parte del fascicolo da rendere disponibile presso l’indirizzo indicato nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Si fa notare che questo modello introduce, quale documento da allegare, la DoP (Dichiarazione di Prestazione) prevista per i prodotti da costruzione. 

In estrema sintesi 

Dal 1° luglio 2013 entra in vigore il Regolamento Europeo 305/2011 sui prodotti da costruzione, CPR 305/2011 (Regolamento Prodotti da Costruzione) al quale si rimanda per maggiori approfondimenti, che sostituisce la vecchia Direttiva 89/106.
Alla luce di questa nuova regolamentazione per ogni prodotto si rende obbligatoria la cosiddetta DoP (Declaration of performance) o Dichiarazione di prestazione, che SOSTITUISCE la vecchia Dichiarazione di conformità.

Questa accompagna la marcatura CE dei prodotti da costruzione. Tutti i prodotti da costruzione, per i quali esistono le relative norme armonizzate europee, devono essere obbligatoriamente accompagnati dalla marcatura CE e dalla relativa DoP. In mancanza di questi è illegale commercializzare i prodotti.

 

planimetria materiali

      Fig. 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 pagina in evoluzione 2   Sezione in evoluzione  

APPROFONDIMENTI

 

Durante l'esperienza professionale è capitato di riscontrare che diversi aspetti, di argomenti attinenti la prevenzione incendi, non erano chiari o noti.

In questa sezione si cercherà di precisare, quanto più schematicamente possibile, gli aspetti che si ritiene meno conosciuti.

Gli approfondimenti vengono di seguito elencati e si può accedere agli stessi tramite link; essi possono  essere anche richiamati nelle pagine specifiche col simbolo approfondimenti OK3

 

  1. Esodo
    1. Maniglioni antipanico (sulle sue caratteristiche e possibilità di installazione su porte resistenti al fuoco)
    2. Calcolo del numero dei moduli delle uscite di sicurezza
  2. Impianti di protezione attiva contro l’incendio – DM 20/12/2012
  3. Certificazioni/Dichiarazioni/Asseverazioni/SCIA
    1. Dichiarazioni di conformità degli impianti ex DM 22/01/2008 n. 37
    2. Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell'impianto - Mod. DICH. IMP.
    3. Certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell'impianto. Mod. CERT. IMP.
    4. SCIA
    5. Asseverazione
    6. Certificazione di resistenza al fuoco CERT_REI
    7. Dichiarazione prodotti DICH_PROD
  4. Gestione delle modifiche dell'attività
  5. Pubblico spettacolo relativo alle Commissioni di Vigilanza
    1. Determinazione/individuazione di attività di pubblico spettacolo
    2. Procedimenti amministrativi per i locali di pubblico spettacolo
  6. Manifestazioni pubbliche
    1. Fuochi artificiali/giochi pirotecnici
    2. Misure di safety e security
  7. Sportelli Unici - SUAP/SUE
  8. Aspetti sanzionatori