IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA CONTRO L'INCENDIO - DM 20/12/2012

 

Premessa

Il DM 20/12/2012 “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi” sottolinea alcuni aspetti inerenti gli impianti di protezione attiva contro gli incendi (rete idranti, impianti sprinkler, rivelatori fumo, impianti di controllo fumo, ecc.) non sempre chiari agli utenti e/o professionisti.
IL DM ribadisce che gli impianti di protezione attiva devono essere realizzati a regola d’arte infatti al punto 2 dell’allegato riporta “Ferme restando le disposizioni contenute nel decreto interministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive modificazioni, la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti regolamentati dal presente decreto devono essere eseguiti in conformità alla regola dell’arte ed a quanto disposto ai successivi paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3.” . I punti 2.1, 2.2 e 2.3 trattano della progettazione, dell’installazione e dell’esercizio e manutenzione degli impianti.
Il DM definisce cosa intendere per Regola dell’arte: “stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato momento storico dalle capacità tecniche relative a prodotti, processi o servizi, basato su comprovati risultati scientifici, tecnologici o sperimentali. Fermo restando il rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari applicabili, la presunzione di regola dell’arte è riconosciuta alle norme emanate da Enti di normazione nazionali, europei o internazionali” (chiarimento sulle deroghe alle norme UNI)
Il DM 20/12/2012 all’allegato I p. 1 riporta una serie di definizioni alle quali si rimanda, in particolare vedasi la specifica dell’impianto ed il manuale d’uso e manutenzione.
Il DM ridefinisce anche le caratteristiche degli impianti idrici antincendio, idranti e sprinkler, per alcune attività regolate da specifiche disposizioni antincendi (scuole, edifici civile abitazione, autorimesse, strutture sanitarie, uffici, locali di pubblico spettacolo, impianti sportivi, attività ricettive. V. tabelle 1 e 2 del DM 20/12/2012).

NB. Il DM non modifica le varie disposizioni specifiche ma riporta come realizzare gli impianti idrici antincendio ( idranti e sprinkler) in esse previste. Quindi nelle disposizioni specifiche che si possono trovare in internet potrebbero essere riportate le caratteristiche degli impianti ormai superate

 

Note

1.   Progettazione

  • la progettazione di idrati o sprinkler in nuove attività o di modifiche sostanziali in attività esistenti quali scuole, edifici civile abitazione, autorimesse, strutture sanitarie, uffici, locali di pubblico spettacolo, impianti sportivi, attività ricettive deve essere conforme alle caratteristiche riportate nella tabelle 1 e 2 del DM 20/12/2012 e non in quelle previste nelle specifiche disposizioni antincendi (DM 26/08/1992 per le scuole, DM 01/02/1986 per le autorimesse, ecc.),
  • la documentazione da presentare è costituita dalla specifica dell’impianto (v. definizione al p. 1 del DM 20/12/2012) che si intende realizzare 
  • per impianti da realizzare secondo le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio (quindi diverse dalle norme pubblicate dall’Ente di Normalizzazione Europea), il progetto deve essere redatto da professionista antincendio
  • devono essere fatti salvi gli obblighi connessi all’impiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione (marcatura CE)
  • il ricorso a norme diverse dalla norma UNI EN 12845 è ammesso limitatamente a quelle pubblicate da organismi di standardizzazione, internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio. In tal caso, l’adozione dovrà essere integrale
  • le norme inerenti gli impianti da realizzarsi secondo la regola dell’arte, per esempio le UNI, non sono derogabili (v. il chiarimento prot. n. 2036 del 20/02/2014)

 

2.   Installazione

  • gli impianti oggetto del presente decreto devono essere installati a regola d’arte, seguendo il progetto, le vigenti normative e le regolamentazioni tecniche applicabili
  • al termine dei lavori l’impresa installatrice dovrà fornire al responsabile dell’attività, oltre a quanto già previsto dalla normativa vigente, la documentazione finale richiamata dalla norma impiegata per la progettazione e installazione dell’impianto, nonché il manuale d’uso e manutenzione dello stesso (v. i seguenti link Dichiarazioni di conformità degli impianti ex DM 22/01/2008 n. 37; Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell'impianto - Mod. DICH. IMP.; Certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell'impianto. Mod. CERT. IMP.)

 

3.   Esercizio e manutenzione

  • tutti gli impianti di protezione attiva contro l’incendio devono essere dotati di manuale d’uso e manutenzione dell’impianto che deve essere fornito, al responsabile dell’attività, dall’impresa installatrice o, per impianti privi dello stesso manuale, eseguiti prima dell’entrata in vigore del DM 20/12/2012 (04/04/2013), da un professionista antincendio
  • le operazioni da effettuare sugli impianti e la loro cadenza temporale sono quelle indicate dalle norme tecniche pertinenti, nonché dal manuale d’uso e manutenzione dell’impianto
  • il manuale d’uso e manutenzione deve essere redatto in lingua italiana